La Sciapa
Un ramo di abete bianco, di casa in casa, per augurare un felice anno nuovo.
La Sciapa, chiamata anche Brina, è un rito antichissimo di auguri per l’anno nuovo. Un tempo si faceva in tutta la valle, oggi vive soprattutto a Ugovizza. Il nome «Scip sciap» ricorda il suono di un ramo agitato dalla mano.
Il 27 dicembre i ragazzi diventati maggiorenni durante l’anno portano di casa in casa un ramo di abete bianco decorato con simboli di buon augurio: un cuore di stoffa rossa, medaglie e monete per prosperità e ricchezza, catenelle per l’amore, la chiave di San Pietro, un ferro di cavallo per la fortuna, fiocchi bianchi, campanelli e uccellini per la gioia. Chi porta il ramo ne spiega il significato ai padroni di casa, un altro ragazzo offre da bere e un terzo aspetta all’ingresso con la lanterna. Le offerte raccolte sostengono la festa dei giovani e opere della comunità.
Fuori da ogni casa canta un coro spontaneo di uomini, con canti tradizionali che mescolano sloveno e tedesco e augurano salute, lunga vita e generosità. Il 28 dicembre, giorno dei Santi Innocenti, tocca ai bambini: portano rami non decorati e recitano una filastrocca in sloveno, in cui ogni ago del ramo è un anno di felicità.