Una lunga fila di fiaccole illumina il pendio sopra il paese, nella notte d’inverno

Larix Guest / Tradizioni

Tradizioni.

Riti di bosco, di neve e di paese, dove si incontrano tre culture.

Un angolo d’Europa con tre nomi.

La Val Canale è una valle di confine, tra le Alpi Giulie e le Caravanche, dove convivono da secoli le culture romanza (friulana), slava (slovena) e germanica (bavarese). Da Pontebba al valico di Coccau, a pochi passi dall’Austria e dalla Slovenia, le usanze si sono mescolate, e ancora oggi si vede nelle feste dei paesi.

Val Cjanâl in friulanoKanaltal in tedescoKanalska dolina in sloveno
TradizioneInizio estateCoccau, Camporosso, Malborghetto
La piazza del paese con il campanile e le montagne, durante la festa della Maja

La Maja

Un abete altissimo, tagliato nel bosco e innalzato al centro del paese.

I ragazzi che diventano maggiorenni durante l’anno hanno il compito di abbattere un grande abete nel bosco. Lo decorano con figure di legno e nastri colorati e lo portano in processione per le vie del paese.

Poi arriva il momento più spettacolare: l’albero viene innalzato al centro del paese con un sistema di corde e carrucole, e tutto dipende dall’abilità di chi tiene le funi e mantiene l’equilibrio.

TradizioneTutto l’AvventoValbruna
Locandina di Advent Pur: un cartello di legno illuminato da luci nel bosco innevato di Valbruna

Advent Pur

Il sentiero dell’Avvento: un viaggio incantato tra natura e tradizioni, nel bosco di Valbruna.

Per tutto il periodo dell’Avvento la piana di Valbruna si trasforma in un percorso di circa 2 km tra bosco e prati, senza dislivelli, da camminare con calma nell’atmosfera del Natale di una volta, lontano dalla fretta e dal consumismo.

Lungo il cammino ci sono baite con bevande calde e dolci locali, musica tradizionale, manufatti artigianali, un piccolo presepe con gli animali e un ufficio postale per scrivere a Babbo Natale. Al tramonto le fiammelle illuminano il sentiero e tutto diventa ancora più magico. Il programma comprende anche eventi, concerti e laboratori.

Consigliati abbigliamento invernale caldo, guanti, berretto e scarpe da trekking; una torcia può essere utile. Giorni e orari di apertura cambiano ogni anno: chiedici quelli aggiornati.

Tradizione5 dicembreTarvisio, Malborghetto, Rutte Grande, Pontebba
La sagoma di un Krampus con le corna e la mazza, nel fumo rosso della notte

I Krampus

Creature diaboliche che vivono nei monti e nei boschi e attendono la sera del 5 dicembre per scendere a valle.

Accompagnano San Nicola: lui premia i bambini buoni, loro puniscono quelli cattivi. Dalla sera del 5 dicembre e per tutto il mese i Krampus animano i paesi della zona.

Un rito che unisce un po’ di paura e tanta festa, e che qui, dove si incontrano culture alpine diverse, ha un sapore tutto speciale.

Tradizione27 dicembreUgovizza
Abeti nella nebbia, con un ramo dai germogli verde chiaro in primo piano

La Sciapa

Un ramo di abete bianco, di casa in casa, per augurare un felice anno nuovo.

La Sciapa, chiamata anche Brina, è un rito antichissimo di auguri per l’anno nuovo. Un tempo si faceva in tutta la valle, oggi vive soprattutto a Ugovizza. Il nome «Scip sciap» ricorda il suono di un ramo agitato dalla mano.

Il 27 dicembre i ragazzi diventati maggiorenni durante l’anno portano di casa in casa un ramo di abete bianco decorato con simboli di buon augurio: un cuore di stoffa rossa, medaglie e monete per prosperità e ricchezza, catenelle per l’amore, la chiave di San Pietro, un ferro di cavallo per la fortuna, fiocchi bianchi, campanelli e uccellini per la gioia. Chi porta il ramo ne spiega il significato ai padroni di casa, un altro ragazzo offre da bere e un terzo aspetta all’ingresso con la lanterna. Le offerte raccolte sostengono la festa dei giovani e opere della comunità.

Fuori da ogni casa canta un coro spontaneo di uomini, con canti tradizionali che mescolano sloveno e tedesco e augurano salute, lunga vita e generosità. Il 28 dicembre, giorno dei Santi Innocenti, tocca ai bambini: portano rami non decorati e recitano una filastrocca in sloveno, in cui ogni ago del ramo è un anno di felicità.

Tradizione · ore 181 gennaioCamporosso, pista Di Prampero, Monte Lussari
La fiaccolata: una lunga fila di torce che scende a zig-zag sul pendio sopra il paese, nella notte

La Fiaccolata del Lussari

Duecentocinquanta torce che scendono dal Lussari nel buio della notte di Capodanno.

Ogni primo dell’anno, alle 18, quando cala il buio e solo le fiamme illuminano la montagna, circa 250 tedofori in rigoroso costume storico scendono con le torce accese lungo la pista Di Prampero, dal Monte Lussari fino a Camporosso: circa 4 km tra abeti e larici, con un dislivello di circa mille metri. È considerata la fiaccolata più lunga delle Alpi Giulie.

Nata quasi per caso all’inizio degli anni Settanta, per iniziativa di alcuni giovani di Camporosso (alla prima discesa erano una ventina), oggi è organizzata dall’Unione Sportiva Camporosso e richiama visitatori anche da Austria e Slovenia. Per chi la vive è un simbolo di pace, fratellanza e condivisione.

Il pubblico segue la discesa a Camporosso, dove durante la giornata ci sono mercatini di prodotti di montagna e, alle 16:30, la fiaccolata dei bambini. Per motivi di sicurezza i posti per portare le torce sono limitati e si esauriscono in fretta. Programma e orari possono cambiare da un anno all’altro.

Tradizione5 gennaioUgovizza, Camporosso, Malborghetto

La Pechtra Baba

Una strega da scacciare dal paese, a suon di campanacci.

La sera della vigilia dell’Epifania i ragazzini corrono per le strade suonando a più non posso i campanacci, per allontanare e cacciare dal paese la Pechtra Baba, una strega dall’aspetto trasandato che secondo la tradizione danneggia la produzione agricola.

Finita la cacciata, i campanacci vengono poi appesi al collo delle mucche, con lo stesso scopo di protezione.

Tradizione6 gennaioPaesi della Val Canale

I Re Magi

Bambini vestiti da re, di casa in casa, a cantare e a scrivere l’anno sulla porta.

Il giorno dell’Epifania i bambini, vestiti da Re Magi, passano di casa in casa cantando e raccogliendo offerte.

In cambio segnano gli stipiti delle porte con le prime due cifre dell’anno, le lettere K M B (o G M B) e alcune croci: un augurio di protezione per la casa e chi ci abita per tutto l’anno.

TradizioneDomenica delle PalmeVal Canale

Il Prajtl (o Palbusch)

Un ramo di tante piante diverse, benedetto per proteggere casa, campi e animali.

La Domenica delle Palme si benedice il Prajtl, in altre zone chiamato Palbusch: un ramo composto da molte specie di piante, arricchito con dolci e nastri.

Dopo la benedizione viene portato a casa e collocato nelle abitazioni o nei campi, oppure mescolato al foraggio degli animali, a protezione dei raccolti e del bestiame.

TradizioneSettimana SantaSan Leopoldo, Malborghetto, Ugovizza, Valbruna, Camporosso, Fusine

La Pasqua in Val Canale

Raganelle al posto delle campane, Sepolcri e cesti benedetti.

Dal giovedì al sabato santo i bambini usano le raganelle di legno al posto delle campane. Le comunità allestiscono elaborati Sepolcri con iconografia religiosa, custoditi da volontari dei vigili del fuoco.

Il sabato santo si benedicono i cesti con i cibi della Pasqua: rafano, prosciutto nel pane, Reindling o Schartl.

Date e luoghi possono cambiare da un anno all’altro: se vuoi organizzare il soggiorno attorno a una di queste feste, scrivici o chiamaci e ti diciamo cosa succede quando arrivi. Ogni settimana pubblichiamo anche le attività della settimana.

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